WittieKittie (@WittieKittie)
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🤐🤔 LA RUSSIA “CODARDA” PERCHÉ USA LA TATTICA E NON I SOLDATI COME CARNE DA CANNONE Julian Röpcke, uno dei più instancabili cantori della vittoria ucraina, ha finalmente scoperto l’accerchiamento. Nei suoi ultimi messaggi lamenta che i russi impieghino continuamente la stessa manovra: avanzano sui fianchi, aggirano città e villaggi, restringono le vie di rifornimento e obbligano le truppe ucraine a ritirarsi per non restare chiuse in una sacca. Poi aggiunge, sconsolato: «E funziona sempre». Una confessione involontariamente devastante. La Russia, da vera “codarda”, evita quando possibile di lanciare migliaia di uomini contro postazioni fortificate. Preferisce mettere sotto pressione i fianchi, colpire depositi e retrovie, interrompere la rotazione delle unità e trasformare le strade rimaste in corridoi sorvegliati da droni, artiglieria e bombe plananti. In questo modo riduce le proprie perdite e trasferisce il costo maggiore sull’assediato. Chi difende una posizione quasi circondata deve continuare a far entrare munizioni, carburante, viveri e rinforzi; contemporaneamente deve evacuare feriti e mezzi danneggiati. Tutto attraverso vie sempre più strette, prevedibili e battute dal fuoco nemico. Quando arriva finalmente l’ordine di ritirata, spesso il ripiegamento avviene nelle condizioni peggiori: colonne concentrate, mezzi abbandonati, reparti disorganizzati e soldati costretti ad attraversare campi o strade già individuate dai ricognitori russi. L’attaccante, invece, prova a ottenere il risultato senza pagare il prezzo di un assalto frontale casa per casa. Non è una misteriosa “arma segreta”. È il principio basilare della guerra di manovra: conservare le proprie forze, logorare quelle avversarie e costringere il nemico a scegliere tra una ritirata sanguinosa e un accerchiamento ancora peggiore. La cosa sorprendente non è che Mosca utilizzi una tattica antica quanto la guerra. È che una parte dell’apparato politico-mediatico occidentale continui a descrivere ogni avanzata russa come un semplice accumulo di cadaveri, salvo poi indignarsi quando scopre che sul terreno vengono impiegati aggiramenti, interdizione logistica, pressione sui fianchi e fuoco sulle vie di fuga. La caricatura prevedeva orde lanciate frontalmente contro le trincee. La realtà mostra un esercito che, quando ne ha la possibilità, preferisce far consumare l’avversario prima di entrare nelle città. E allora Röpcke potrebbe sintetizzare così il proprio stupore: «La Russia, codarda, sta usando la tattica per soffocare il nemico, minimizzando le proprie perdite e lasciando quelle maggiori all’assediato. Come osa non combattere secondo il copione che avevamo scritto?» VALUTAZIONE FINALE Il problema non è che i russi ripetano la stessa manovra. Il problema è che Kiev continua troppo spesso a difendere posizioni già compromesse per ragioni politiche e mediatiche, ritardando il ripiegamento fino a quando salvare uomini e mezzi diventa molto più difficile. E il problema dell’Occidente è ancora più imbarazzante: invece di studiare perché questa tattica funzioni, preferisce fingere che non esista. A certi propagandisti di casa nostra servirebbe una terapia intensiva di realtà. Possibilmente prima che scoprano anche che in guerra si cerca di far morire il nemico, non i propri soldati. 😂 Don Chisciotte #Ucraina #Russia #Guerra #Propaganda #Geopolitica